La fine del viaggio

"Ogni lungo viaggio inizia con un primo passo." 


Il primo passo di questo viaggio, scomodando la saggezza di Lao Tzu, io l'ho compiuto il 17 Edicembre 2018, quando con una veloce ricerca sul cellulare mi è apparso questo sito di biglietti on-line.

Avete mai sentito la frase 'Attento a quello che desideri perché potrebbe realizzarsi.' ?

Ecco, la mia vita si può riassumere esattamente così.
Chiamatelo Karma o Monsieur Destino, come faccio io, fatto sta che tutto quello che desidero ardentemente trova il modo di concretizzarsi.
A metà 2018, quando ormai la mia fascinazione per Loki rasentava il patologico estendendosi all'attore Tom Hiddleston che ne è volto, voce e cuore, e che ho cominciato ad apprezzare enormemente, chiacchierando tra amiche dissi: 'Se oltre alle Con in America, Hiddleston facesse qualcosa in Europa, magari in teatro a Londra, visto che è casa sua, giuro che ci andrei!'

 A novembre 2018 appare on-line questo:



Tom Hiddleston. In teatro. A Londra. Da marzo a giugno 2019.

Giuro che non ho alcuna capacità premonitrice!
E' solo che Monsieur Destino (chiamato a volte dalla sottoscritta 'Papino', ma il motivo ve lo spiegherò un'altra volta) ha un senso dell'umorismo tutto suo!

Sono geneticamente programmata per essere di parola e ad onorare ogni promessa, anche quelle fatte a me stessa. Non fallisco un obbiettivo nemmeno quando mi auto-saboto (il che accade spesso e volentieri avendo un'autostima inesistente e ritenendomi, neanche troppo in fondo, meno che mediocre... indegna) e ogni sogno/desiderio alle mie orecchie suona come 'progetto', così ne realizzo uno dopo l'altro.

Vi risparmio il riassunto dettagliato della caccia online dei biglietti, partita il primo giorno delle prevendite, allertando amiche fidate che parlano inglese meglio di me.

Sono disabile, quindi prima di comprare qualunque cosa bisognava capire se il teatro fosse  accessibile. 
Lo è, ma solo in un determinato punto, e solo per una carrozzina a spettacolo.
Giorni e settimane a contattare il teatro ad ogni mail e numero di telefono, rigorosamente a pagamento, segnalato per fornire loro le specifiche richieste e poter procedere all'acquisto.
Risultato?
Silenzio.
Nessuna risposta. Mai.
E intanto i biglietti (anche quelli dei posti utili a far accedere le carrozzine, che in mancanza di queste sono sedili normali) andavano esauriti. Tutti.

Una dopo l'altra le mie amiche si sono arrese all'evidenza dei fatti, ma non io.
Conosco Monsiuer Destino abbastanza da sapere che non mi avrebbe sventolato davanti una simile opportunità se non fosse stata, in qualche modo, realizzabile.
Semplicemente voleva che mi arrendessi a lui: la maniaca del controllo che ero, che tento di non essere più, ma che a volte ancora esce, non poteva vincere.

Il Caso, il Caos, sì.

Dovete sapere che, essendo una persona stramba al 200%, il 17 è il mio numero fortunato, e se qualcosa di bello deve accadermi spesso c'è 17 sul calendario.

Non so neanche perché avendo abbandonato la ricerca già da più di una settimana, quel 17 dicembre spulcio così per caso il primo sito che mi appare dello spettacolo e... trovo i biglietti!
Lo dico alle mie amiche e scateno manovre tattiche che lo sbarco in Normandia al confronto era trovarsi al bar sotto casa per un cappuccino, perché volevano comprarmeli loro, in segreto, e darmeli come regalo di Natale, cercando di convincermi a prenotare volo e hotel sulla fiducia, per non scoprirsi (e sui miei problemi di fiducia potremmo scrivere un'enciclopedia in 20 volumi!).

Alla fine, praticamente dicendomelo pur di mettermi buona (no, non ho ancora compreso il concetto di 'farmi fare una sorpresa'. Io le faccio agli altri, viceversa non sono abituata, mi fa troppo strano, così interferisco e creo casini!), ce l'hanno fatta e il 26 dicembre la donna mora dietro la birra, alias Maddalena, la mia migliore amica


Mi ha portato il regalo di Natale suo e degli altri 'complottari' coinvolti:


Come dicevo Monsieur Destino ha un senso dell'umorismo tutto suo: regalo ricevuto il 26 dicembre e goduto il 26 aprile, esattamente quattro mesi dopo!

Volete sapere com'è andata?
Le immagini valgono più di mille parole, no?

(al mio fianco Elisa, braccio armato del team-complottari, che mi ha scarrozzato in giro per Londra per 4 giorni, essendoci fatte una vacanza, la mia prima vacanza all'estero sola con un'amica, con la 'scusa' del teatro)

Casualità ulteriori: in scena Tom, alias Robert, mangia prosciutto e melone, servito da un cameriere italiano.
Io, oltre ad essere ovviamente italiana, sono di Parma, universalmente conosciuta per essere la patria del prosciutto crudo!

Dopo aver assisto allo spettacolo, davvero bello, ironico e con battute taglienti che, anche se in inglese, ho compreso e mi hanno strappato più di una risata, usciamo.
Purtroppo necessitando di aiuto avendo la carrozzina, quando finalmente abbiamo guadagnato l'uscita la fila per la Stage Door (sarebbe l'uscita da porta laterale, 'stage door' appunto, che gli attori di teatro in Inghilterra fanno per fare autografi e selfie con i fan) era così lunga che girava attorno al teatro, e noi ovviamente eravamo le ultime!

La signora prima di noi guarda la mia carrozzina e dice ad Elisa: 'Non dovreste stare qui in fondo, avete la precedenza. Segnalate che c'è una ragazza disabile per la Stage Door.'

NOTA BENE: In Inghilterra è ovvio a TUTTI, che chi è in carrozzina ha la precedenza. Sempre.
Senza neanche chiedere ti fanno passare prima ovunque, negozi, musei ecc., ti lasciano la precedenza in ascensore, si spostano sui marciapiedi dandoti spazio, e ti aiutano perfino aprendoti le porte o sollevandoti per farti fare un gradino se entri in un pub, ristorante o altro.
E questo lo fanno specialmente le persone comuni, non solo i vari lavoranti, ristoratori ecc.!
Oltre ad avere l'intero servizio di autobus, i tipici taxi CAB londinesi, le auto nere cioè, e varie stazioni della metro opportunamente segnalate, a norma, con rampe e accessi agevolati.

Elisa, poco convinta, decide di tentare e dopo neanche 3 minuti la vedo tornare tallonata da un bodyguard vestito di scuro, con uno sguardo ancora più scuro e l'auricolare d'ordinanza, che ci intima di seguirlo.
Noi eseguiamo seguendolo sulla destra delle transenne, nel corridoio lasciato libero per sicurezza, arrivando fino alla transenna di testa, quella perpendicolare, dove di solito si ferma Tom per fare gli autografi e le foto.
(così ci capiamo, anche se la foto di repertorio è di una Stage Door pomeridiana e non serale)

Pensavo fossimo arrivate, ma fortunatamente mi spingeva Elisa che, vedendo che il bodyguard continua ad andare oltre a passo spedito, continua a seguirlo, e io vedo basita scomparire le transenne, sorpassare anche la Stage Door e arrivare all'altezza di quel lampione che nella foto vedete alle spalle di Tom.
Il bodyguard ci parcheggia lì, vicino al muro, intimandoci di non spostarci per non ingombrare il marciapiede, e io mi rendo conto di osservare a circa 8 metri di fronte a me la gente in fila alle transenne, più, alla mia destra, la schiera di tutti quelli dall'altro lato della strada in attesa di uno scatto rubato.
E io sono lì, con Elisa immobile dietro di me, ferma sotto la luce di un lampione, in attesa di Tom Hiddleston, senza niente a separarmi da lui, né transenne né altre persone!

(eccomi sotto la luce del lampione, dov'ero parcheggiata)

Credo di essere andata in tilt a quel pensiero per quei due o tre secondi, visto che un attimo prima la Stage Door, tre metri di fronte a me sulla sinistra, era chiusa, poi ho sbattuto le palpebre e mi sono ritrovata ad osservare il viso sorridente di Tom Hiddleston a poco più di un metro da me.
Mi arriva accanto e, intanto, che mi autografa il programma, riesco perfino a ricordarmi come si dice in inglese 'Sono venuta dall'Italia per vederti recitare'.
Lui ha commentato con qualcosa che poteva essere un 'Really?' prima che gli passassi il telefono per un selfie.

La mia carrozzina è alta 82 centimetri, io seduta arrivo circa all'120 cm e Tom è alto 188 cm.
Circa 70 cm di dislivello tra le nostre teste.
(scatto sfocato, ma direi che si capisce)

Tom si è chinato una prima volta, ma non era abbastanza, rimaneva un po' fuori dall'inquadratura e non gli piaceva, così si è chinato ulteriormente e il risultato è stato questo:

Mi ha ridato il telefono, e mentre Elisa dalle retrovie lo informava che gli avevo lasciato un regalo alla Stage Door 
(sarebbe questo con in aggiunta una punta di Parmigiano da 1 kg, solo perché in aereo i salumi me li avrebbero fermati, o avrei aggiunto anche quelli!)

quindi gli fa i complimenti per lo spettacolo (sebbene Elisa abbia un trasporto per Tom pari a quanto potrebbe averne per una mattonella del bagno sbeccata) e lui ringrazia, ci saluta con uno 'Stay care!' e quando già sta raggiungendo le transenne aggiunge con un sorriso di goderci il resto del weekend. 

Quindi se trovando video del 26 aprile, come quello qui sotto, vi chiedete come mai Tom venga da sinistra verso le transenne, non uscendo direttamente dalla Stage Door, adesso sapete perchè.
Lì c'ero io.


E questa è la fine de viaggio.
Forse...





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